domenica 19 marzo 2017

Marmellata di arance amare





Nel giardino d' arance di mio padre ci sono alcuni alberi di arance amare..Non sono proprio una qualità come quelle che in Inghilterra utilizzano per fare la marmalade , Seville Orange, arance di  Sevilla, ma sono alberi nati spontanei e mai innestati. Se non sono di qualità come le arance di Siviglia sicuramente sono ideali per fare la marmellata perchè sono certa che non siano state trattate.

0,900 kg di arance
1 arancia dolce
1 limone
1,800 kg di zucchero 
2,400 l d'acqua


Lavare bene le arance, dividere in due le arance e spremerle. Mettere il succo in un  recipiente. I semi e la polpa che restano nello spremiagrumi vanno messi in un altro recipiente.Con un  cucchiaio  togliere dall'interno delle bucce le pelli che sono rimaste attaccate e aggiungere ai semi. I semi e le pelli delle arance vanno messe in un recipiente con 600ml  di acqua, coprire e lasciare tutta la notte
La bucce vanno tagliate a filetti , io le ho affettate con la lama nel robot, ho affettato anche i limoni e le arance dolci. Mettere il tutto in un recipiente capiente  insieme al succo, coprire con il resto dell'acqua circa 1,800ml  , devono essere totalmente coperti di acqua. Coprire il recipiente e lasciarlo in un luogo fresco almeno per una notte, o meglio per 24 ore. Questa infusione è una parte fondamentale della ricetta, il risultato non sarà altrettanto buono se provate ad omettere questa fase.
 Dopo l'infusione versare il contenuto del recipiente nella pentola di rame , ideale per  marmellata. Colare il liquido dei semi e le pelli, aggiungerlo al tegame di cottura, mentre i semi e le pelli vanno messi in una garza o un filtro e messo anch'esso dentro il tegame di cottura. Portare a ebollizione, e lasciar sobbollire delicatamente finché le bucce non divengano tenere, circa un'ora o più può essere necessaria: un pezzo di buccia deve essere ben tenero se passato fra il pollice e l'indice. Quando le bucce sono ormai tenere è tempo di togliere il sacchetto con i semi e le pelli, spremendolo bene per recuperare tutto il liquido, che contiene la pectina necessaria perchè la marmellata si addensi. Aggiungere lo zucchero, tenuto al caldo in forno a 50 °C, nella pentola da marmellata, girando affinché non si attacchi alla pentola. Quando lo zucchero è completamente sciolto alzare la fiamma e portare la pentola a piena ebollizione, abbassando la fiamma solo se la marmellata schiuma e minaccia di debordare dalla pentola.Nel frattempo bagnare i vasetti di vetro e metterli nel forno a micronde a max temperatura per 10 minuti per fare la sterilizzazione. Quando la marmellata arriva a circa 105 - 107 °C fare la prova del piattino mettendo un cucchiaino di marmellata e facendolo freddare. Se nel giro di due minuti scorre a stento è abbastanza addensata per essere invasata. Togliere i vasetti dal forno e riempirli di marmellata chiudento subito con i tappi che dovranno essere sempre nuovi per ottenere una buona chiusura e fare il sottovuoto una volta freddi. Capovolgere i vasetti e lasciare freddare prima di etichettare.

ricetta di Bruna Cipriani
ingredienti 
per 8 vasetti da 250 ml.:
900 g. di arance amare o arance di Siviglia
1 arancia dolce
1 limone
2,4 l. di acqua
1,8 kg zucchero semolato 



Primo giorno:
Spazzolare i frutti sotto acqua corrente fredda, asciugarli, dividerli a metà, rimuovere i semi e metterli da parte.
Sminuzzare piuttosto finemente i frutti, incluso l’albedo (la parte bianca sotto la buccia). Immergere i semini in un piccolo contenitore con 600 ml. di acqua fredda.
Mettere la frutta sminuzzata in una capiente terrina e coprirla con il resto dell’acqua (l.1,800).
Coprire le due terrine e lasciar macerare per una notte al fresco.
Secondo giorno:
Mettere il contenuto della terrina nella pentola per confetture e portare ad ebollizione. 
Bollire per circa un paio d’ore o fino a quando le scorze siano tenere. Scolare i semi messi sott'acqua la sera prima, attorno ai quali si sarà formata una gelatina rivestendoli ed addensando anche l'acqua di macerazione per azione della pectina di cui sono molto ricchi.
Avvolgere i semi gelatinosi in un  telo di lino, ripulito da detersivo e ammorbidente, o in una garza e chiuderlo con dello spago da cucina.
Legare un capo di quello spago a un manico della pentola di modo da sospendere il fagottino nel preparato in cottura ed unirvi anche l'acqua di macerazione dei semi diventata pectina
Aggiungere gradualmente lo zucchero precedentemente intiepidito nel forno a 50° mescolando con cura, tenendo la fiamma molto bassa, di modo che lo zucchero possa perfettamente sciogliersi. 
A quel punto aumentate la fiamma e portate rapidamente a ebollizione, bollire velocemente, mescolando con molta attenzione perché è facile che vi si bruci e bisogna stare “sul pezzo” per evitare questa sciagura dolciaria. Più o meno si tratta di 10-15 minuti, comunque fino a quando si ottenga la giusta consistenza, attenzione a non eccedere in questa fase, ricordate che queste marmellate gelificano anche dopo, nel tempo. 
Togliere dal fuoco.
C’è il trucco per ridurre o togliere la schiuma come per incanto, che è quello di aggiungere una piccola noce di burro (non lo sapevate, eh, sapevàtelo!).Invasare come solito in vasi sterilizzati  da vuoti in forno a 130° per 10/15 minuti, riempirli fino a un centimetro dall'orlo e chiudere con coperchi sempre nuovi, per non correre il rischio che la marmellata si deteriori, quindi capovolgerli per ottenere il sottovuoto.

Quest'anno ho seguito  la ricetta di Bruna Cipriani ne ho fatta 4 kg di arance , ho terminato i vasetti di vetro, dovrò provvedere a procurarne altri per fare quella di limoni.


oggi 19 marzo 2017 prova con prima cottura in pentola a pressione, tecnica spiegata in questo blog


1 kg di arance amare
1 arancia dolce
1 limone
1,800 zucchero
1,200 acqua

la lavorazione è pressochè la stessa, cambia la quantità di acqua utilizzata dato che nella prima cottura non c'è evaporazione. Dopo l'infusione di 24 ore, mettere il contenuto nella pentola a pressione insieme ai semi e l'albedo ricavato dalla pulitura chiusi in una garza o nel recipiente forato, portare ad ebollizione e lasciare 15 minuti.Spegnere e lasciare depressurizzare. dopo circa 15-20 minuti si potrà aprire il coperchio. versare nel tegame di rame, strizzare per bene il contenuto della garza e accendere il fuoco al minimo, aggiungere lo zucchero mescolando per scioglierlo per bene. una volta sciolto lo zucchero aumentare il gas (io ho messo uno spartifiamme di ghisa) e portare a bollore, raggiunto il bollore riabbassare il gas e lasciare sobbollire a fuoco dolce fino al raggiungimento di 101°C. invasare mettendo 1/4 di  mestolo su ogni vasetto per poi rifare il giro dal primo all'ultimo. questo sistema lo adotto per evitare che gli ultimi vasetti siano molto  più densi del primo per via dell'evaporazione. chiudere e capovolgere i vasetti per creare il sottovuoto.
recipiente setaccio

mercoledì 15 marzo 2017

Marmellata arance amare in pentola a pressione

Marmellata arance amare in pentola a pressione
da cicalarauca.wordpress.com

1 kg di arance amare
1 arancia dolce
1 limone
1,200 acqua
1,800 zucchero
Resta inteso che gli agrumi devono essere senza trattamenti, presi dal contadino, lavare bene le arance, dividerle in due e spremerle. mettere il succo da parte. i semi e la pellicola di rivestimento degli spicchi che nella spremitura si è incollata all'albedo va tolta e messa insieme ai semi in un recipiente con 400ml di acqua e lasciata  in infusione per 24 ore. Tagliuzzare a filetti le bucce, io le ho tagliate con la lama del magimix, metterle in un recipiente con il succo prima ricavato e l'acqua restante 800ml chiudere con coperchio e lasciare in infusione 24 ore.
-infusione 24 ore n°1:
bucce di 1 kg di arance amare, arancia dolce, limone
succo di arance amare, arancia dolce, limone
800ml di acqua
-infusione 24 ore  n°2:
semi di arance e limone
pellicola degli spicchi

Il giorno successivo mettere l'infusione n°1 nella pentola a pressione. l'infusione n°2 filtrata con un setaccio va messa in una garza o un contenitore forato e messo anch'esso nella pentola, più il suo succo filtrato. portare ad ebollizione e lasciare fischiare 15 minuti non di più, spegnere e lasciare depressurizzare. Togliere la garza, o il contenitore forato contenente i semi, e versarlo su un setaccio, premere bene con un cucchiaio per estrarre il più possibile la gelatina che si è formata.
Prendere una bassine a confiture di rame, io ho un tegame di rame, versare il contenuto della pentola a pressione e il contenuto filtrato dal setaccio. aggiungere poco per volta lo zucchero mescolando per farlo sciogliere. quando lo zucchero è ben sciolto accendere il gas e portare ad ebollizione, una volta ad ebollizione abbassare il gas al minimo e sobbollire fino a raggiungere 101°C. Preparare i vasetti  e invasare distribuendo 1/4 di mestolo in ogni vasetto e continuando a rotazione, in questo modo avremo tutti i vasetti con la marmellata gelificata uniformemente, ho sperimentato che in genere gli ultimi vasetti, dato che c'è stata più evaporazione, sono sempre più gelificati dei primi.

contenitore setaccio


mercoledì 8 marzo 2017

cornetti semplici

cornetti semplici




ingredienti per 24 cornetti da 50g circa
250 ml latte
10 g lievito
500 farina manitoba conad
120 zucchero
2 uovo
scorza di limone o vaniglia (estratto o semini)
3 cucchiai di olio di semi
50 g di burro liquido per spennellare le sfoglie
marmellata o crema di nocciole per farcire
granella di zucchero e/o gocce di cioccolato


Sciogliere il lievito nel latte tiepido, Mettere tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria,  lo zucchero e la farina sempre mescolando, aggiungere le uova, la scorza di limone o la vaniglia e tre cucchiai di olio,lavorare con il gancio K fino a che non si ottenga un impasto liscio che si avvinghia al gancio. Mettere in ciotola, coprire con pellicola e mettere a lievitare per circa due ore. io l'ho messa nell'abbattitore  a 28°C per circa due ore e più. Versare l'impasto sulla spianatoia,dividere in due parti uguali circa 450 g , spianare ciascuna con le mani, ottenere un cerchio, con la rotella taglia pasta  dividere in otto parti lavorare ciascun pezzo e farne delle  pallote. spianare ciascuna  pallota con il mattarello fino a renderla una sfoglia sottile, ungere di burro fuso ogni sfoglia, continuando con ogni pallotta, sovrapponendo le otto sfoglie l'una su l'altra, l'ultima non va unta di burro.terminato di sovrapporle spianare fino ad ottenere una sfoglia rotonda di circa 30 cm, tagliare in quattro, ogni quarto  in tre  per un totale di 12 pezzi. allargare lo spicchio alla base con il mattarello, mettere un cucchiaino di marmellata sulla base del triangolo, bagnare i lati con dell'acqua,( per incollare ed evitare la fuoriuscita della marmellata), arrotolare a cornetto partendo dalla base per terminare con il vertice che va bagnato per aderire bene,  mettere il sigillo in basso per evitare che in lievitazione si aprano. Disporre in ordine nella teglia rivestita da carta forno, sono piccoli e ci dovrebbero stare tutti  12, due file da cinque e due al centro tra le due fila, Mettere le teglie nel forno spento e lasciare lievitare tutta la notte, l'ideale sarebbero dalle 6 alle 7 ore, se vanno in super lievitazione potrebbero disfarsi le pieghe.
L'indomani togliere dal forno, portare il forno a temperatura di 200°C, nel frattempo  spennellare delicatamente i cornetti con latte e spolverizzare con granella di zucchero. infornare in forno caldo  ventilato abbassando la temperatura  a 160°C per 25 minuti.
PS: chi ha la sfogliatrice può sfogliare le sfoglie per renderle più sottili. io questa volta ho adottato questa lavorazione e devo dire che sono venuti molto soffici.
tempistica:
ho impastato alle 19 prima di andare in palestra, al rientro erano passate due ore e più. ho cenato e poi ho formato i cornetti terminando alle 23 circa. l'indomani mi sono alzata alle 6 e acceso il forno, spennellato con il latte, infornato. nel frattempo mi sono preparata e dopo 25 minuti erano cotti. spolverizzati con zucchero a velo, messi in vassoio e portati al lavoro per la colazione mia e dei miei colleghi.

oggi 12 marzo li ho rifatti, sempre la stessa ricetta, questa volta ho diviso l'impasto in più pezzi, 28 pezzi in totale ovvero 14 sfoglie per ogni dose da 12 cornetti. le ho tirate  con la sfogliatrice al n°5, tagliate tutte uguali con un tagliapasta da 12 cm, con l'eccedenza ho fatto altre sfoglie fino a terminare l'impasto. terminato di impilare le sfoglie unte di burro fuso, ho spianato in una sfoglia da 30-35 cm di diametro, tagliato come al solito in 4,poi  ogni 1/4 in tre per un totale di 12 cornetti da 50 g circa.
12 li ho messi dentro il forno a lievitare tutta la notte, gli altri 12 nell'abbattitore per congelarli, devo sperimentare come vengono da scongelati.



domenica 8 gennaio 2017

Le Creme di Massari

Le PROPRIETA' di una buona CREMA pasticcera di Igino Massari
Una buona crema pasticcera deve essere liscia, lucida, di media consistenza, con un buon profumo di vaniglia e limone anche se, ovviamente, esistono creme dure che sono legate alla tipologia e tradizione del territorio e alle realtà commerciali locali. All’esame tattile la crema non deve opporre resistenza sul palato. L’aroma della vaniglia e della scorza di limone devono essere di facile lettura e, insieme al sentore di latte fresco, devono produrre un mix piacevole ed elegante dove il gusto degli amidi sia poco percepibile. La crema pasticcera per il professionista è qualcosa di più di un semplice prodotto, deve superare il semplice concetto di crema: è l’espressione della sua maestria, è il simbolo e l’insieme della sua immagine. L’importanza della cottura, in questo preparato, è fondamentale: se è troppo cotta, si riduce a una massa zuccherata senza nessun valore, senza storia, dal gusto sgradevole di zolfo e altro. Come ho già sottolineato il tuorlo è composto da idrogeno, ferro e ponti di solfuro, che sono componenti interessanti per la parte aromatica che producono; per cui, quando la cottura è eccessivamente prolungata o la temperatura troppo elevata, la parte solferina e ferrosa dell’uovo si denatura in modo negativo e sgradevole a livello organolettico. Provate a cuocere un uovo lessato in una casseruola con dell’acqua; quando supera il punto termico di cottura, il tuorlo si presenterà con un colore verde sulla superficie, sprigionando un odore sgradevole di zolfo e un gusto discutibile. Circa il tipo di uova da utilizzare: ho constatato che nella preparazione di creme con tuorli pastorizzati, il risultato finale è di ottima qualità, in grado di garantire la sanificazione del cibo eliminando i presupposti di contaminazione da salmonelle.
Si calcola per 1 litro di liquido:
tuorli g 300-600 zucchero g 150-250 amido g 40-60 crema morbida e ricca
tuorli g 80-200 zucchero g 150-200 amido g 80-100 crema di media densità
uova g 0-200 zucchero g 180-600 amido g 150-300 crema sostenuta-povera
tuorli g 100-150 zucchero g 200-300 amido g 60-100 albume montato g 250-300
Le creme da forno
Per una ragione tecnica, le creme pasticcere che devono essere ricotte all’interno della pasta frolla, brisée o sfoglia, per non avere uno sviluppo eccessivo e di conseguenza una successiva ricaduta, devono essere fatte con pochi tuorli o uova, al massimo 6 per litro di latte. I tuorli, infatti, sono ricchi di proteine e grassi, che, in fase di cottura, formano una barriera vapore senza struttura portante. La giusta cottura nelle creme inglesi, come tecnicamente a noi pervenute (cioè la cottura “alla rosa” 82-84 °C), è indispensabile per ottenere la stabilità nelle creme bavaresi e nelle mousse. Se poco cotte, infatti, non manterranno la cremosità strutturale, ma si afflosceranno e il dolce sarà più pesante e acquoso.
Le creme sono suddivise in tre categorie:
1. creme a base latte o altri liquidi cotte (crema pasticcera e...);
2. creme pasticcere con aggiunte di sostanze grasse (creme al burro);
3. creme pasticcere a base panna montata (creme mousse, bavaresi, Chantilly).
Le principali materie prime delle creme pasticcere sono un liquido, in genere latte, lo zucchero, una sostanza legante, cioè amidi e uova. La base per il calcolo delle ricette è costituita dal liquido. Tanto la quantità di zucchero quanto l’addensante sono variabili, a seconda dell’utilizzo della crema e della qualità strutturale.
Creme pasticcere leggere
La cottura manuale delle creme a base latte (crema pasticcera) con addensanti e uova si ottiene durante la bollitura di tutti gli ingredienti. Procedimento: bollire latte e aromi; mentre amido, zucchero e uova sono mescolati separatamente, a freddo. Appena il liquido bolle, viene versato nel composto di uova, zucchero e amidi, quindi portato a cottura mescolando in continuazione per non fare bruciare la crema sul fondo del tegame o sulle pareti. La temperatura di cottura varia a seconda della quantità di uova e zucchero. Una cottura insufficiente produce creme semiliquide che si scompongono in fretta e ridiventano acquose e molli, perché l’amido non si è gelatinizzato in maniera completa. Per motivi batteriologici, le creme cotte devono essere raffreddate il più in fretta possibile. Una crema totalmente fredda è pronta per l’impiego solo dopo un rapido rimescolamento. Nelle creme leggere si incorpora l’albume montato a neve con un po’ di zucchero e amalgamato nella crema appena cotta. L’albume montato a neve rende la crema più vaporosa. Nel tempo in cui l’albume coagula nella miscela caldissima si stabilizza immediatamente: in questo modo le creme acquistano un elevato volume. Le creme leggere devono essere adoperate subito, quando sono ancora molto calde: fredde non possono essere più usate nemmeno mescolandole, perché si sgonfiano e si separano. Per la preparazione di creme cotte, classificate come creme pasticcere (zabaglioni o creme inglesi) è possibile adoperare, oltre al latte anche altri liquidi, come succhi e polpa di frutta, vino ecc. La gelatinizzazione dell’amido, però, è limitata nei liquidi contenenti acido, quindi, in queste creme bisogna spesso aggiungere una sostanza legante come la gelatina in fogli o altro. Quando, per fare la crema pasticcera o creme similari, vengono utilizzate le uova, queste vengono cotte insieme ad altri ingredienti, come il latte e lo zucchero e in molte creme si incorpora anche il sale, la panna o il Marsala, gli alcolici e i succhi di frutta. Essendo disperse in altri liquidi, la coagulazione delle uova inizia a temperature più alte di quelle cui abitualmente esse cuociono (le uova coagulano a temperature di 52-67 °C), per il semplice motivo che le proteine sono più isolate l’una dall’altra a causa della presenza di un maggior numero di liquidi e altro in sospensione, perciò le proteine devono muoversi più rapidamente per potersi aggregare con efficacia per formare un gel. Lo zucchero ha lo stesso effetto dei liquidi e fa ritardare la coagulazione per lo stesso motivo. Il sale e gli acidi hanno invece l’effetto opposto e promuovono la coagulazione (non avete mai sentito parlare della cottura delle uova in campo acido o alcolico, ecc.?). Il sale, che si scinde in ioni positivi di sodio e ioni negativi di cloro, a sua volta disturba l’ambiente elettrico con l’effetto di stimolare la coagulazione. Di certo, diluire o zuccherare le uova ritarda la coagulazione; salarle, acidificarle o alcolizzarle la accelera.
La crema pasticcera come base
La crema pasticcera, in realtà, è la base per costruire molte altre tipologie di creme o dolci: ne elenco una buona quantità.
Crema pasticcera aromatizzata
Ogni g 1000 di crema, si aggiungono g 100 di paste aromatiche oleose tipo pasta nocciola, pistacchio, mandorla, cioccolato fuso o cacao in quantità minore il caffè, se si vuole incorporare più quantità di paste aromatiche e avere la stessa densità, si devono incorporare liquidi supplementari (sciroppi, liquori, panna liquida). I liquori si aggiungono in quantità desiderata, non vi è mai un eccesso se non quello del gusto e della consistenza.
Altre creme
Con la crema pasticcera, si possono elaborare altre creme: creme brulée di vari gusti alla fiamma o alla salamandra; crema catalana, da passare alla fiamma o alla salamandra; budini con aggiunta di gelatina in fogli; creme bavaresi con l’aggiunta di panna montata; creme chantilly con l’aggiunta di panna montata; creme inglesi con aggiunta di liquidi; creme mousse con aggiunta di cioccolato o frutta e con panna montata; creme prenz (o crema principessa) con aggiunta di cioccolato fuso, liquore e paste aromatizzanti; creme ganache con l’aggiunta di cioccolato per paste e cioccolatini, semifreddi come crema di base; dolci al bicchiere o in tazza.

martedì 6 dicembre 2016

Crema pasticcera e inglese

Crema pasticcera secondo Santin
500 g latte
125g zucchero
4 tuorli
40g di farina
5g di burro
1/2 baccello di vaniglia

mettere il latte e il baccello di vaniglia in un tegame e portare ad ebollizione. nel frattempo battere i tuorli con lo zucchero,aggiungere la farina e successivamente un po di latte, stemperare il tutto e versarlo nel resto del latte bollente, mescolare , ai primi bollori spegnere e mescolare con una frusta. versare su un contenitore in vetro e coprire con la pellicola a contatto.

Crema pasticcera ricca secondo Pina
350 g panna
150 g latte
175 g zucchero
125 g tuorlo
35 farina
1/2 bacca di vaniglia

Crema pasticcera secondo Montersino
400 latte
100 panna
150 zucchero
150 tuorli
18 g amido di mais
18 g amido di riso
1/2 vaniglia

Crema inglese secondo Santin
350 panna
150 latte
100g tuorli
100g zucchero

crema inglese secondo Pina
350 panna
150 latte
175 zucchero
125 tuorlo
1/2 vaniglia


Crema inglese secondo Montersino
450 g latte
50 g di panna
50 g tuorlo
60g zuccchero
1/2 bacca vaniglia

domenica 27 novembre 2016

torta battesimo con scarpette

Torta battesimo con scarpette


1 pan di spagna da 30 cm
10 uova
300 zucchero
300 farina
cottura 40+10 160°C

1 pan di spagna da 20 cm
5 uova
150 zucchero
150 farina
cottura 30+10 160°C

crema chiboust

crema al burro

bagna analcolica per torta da 20 cm 100 zucchero liquido+ 100 acqua+ aroma vaniglia e fragola(alcune gocce)
bagna alcolica per torta da 30 cm 150 zucchero liquido+150 acqua+75 liquore strega



pasta di zucchero:
3 dosi da 500g
bianca per la copertura torta da 30 cm
bianca per la copertura torta da 20 cm
celeste per il nastro di rifinitura
celeste per il fiocco
bianca per le scarpe circa 100 g
celeste per le scarpe circa 100 g


domenica 9 ottobre 2016

bavarese alle mandorle


Bavarese alle mandorle della mitica Giuliana ovvero www.lagallinavintage.it



per la bavarese:
500 g latte LF
250 g pasta di mandorle (125gmandorle macinate fini,125g zucchero,5ml di acqua calda)
4 tuorli
60 g zucchero
10 g gelatina in fogli
250 ml panna liquida fresca LF


 per completare il dolce:  
1 pesca gialla
qualche fiore a scelta


Scaldate il latte, aggiungere dentro la pasta di mandorle, mescolate,  a fuoco molto dolce,  finché  non si é sciolta completamente.
Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. 
Montate i tuorli con lo zucchero fino a che sono gonfi, chiari e spumosi, aggiungete a filo il latte con le mandorle e rimettete su fuoco dolce, mescolando continuamente fino a che la crema comincerà a ispessirsi e velerà il cucchiaio. Se avete un termometro da cucina, controllate che la temperatura arrivi a 85°. 
Unite la gelatina ben strizzata e  mescolate bene affinchè si sciolga completamente, togliete dal fuoco e trasferite la crema in una terrina, ponetela a raffreddare in acqua  e ghiaccio, sempre mescolando fino a che sia  completamente fredda.
Semi-montate la panna e  aggiungetela alla crema inglese alle mandorle  mescolando con pazienza fino a quando si sarà perfettamente amalgamata. Operazione importante questa, perchè se la crema alla fine non sarà omogenea, raffreddando tenderà a dividersi. Quindi nessuna fretta finchè la panna non è perfettamente inglobata nella crema inglese. Essendo semi-montata avrete meno difficoltà.
Trasferite nello stampo prescelto,  o in stampi individuali e mettete in frigorifero a  rassodare. Se optate per uno stampo unico  in silicone, mettetelo nel congelatore, quando dovrete sformare non avrete difficoltà. 
ho usato uno stampo a ciambella in silicone.
Basterà togliere lo stampo dal freezer  un paio d'ore prima di servirlo,  sformare il dolce  direttamente  sul piatto da portata  e lasciare che  si scongeli dolcemente in frigorifero. Se avete un abbattitore, usate quello  per scongelare velocemente.

Poco prima di servire, decorate il dolce. Lavate la pesca e tagliatela a fette abbastanza sottili, lasciando la buccia. Usate le fette di pesca come decorazione, insieme a fiori


Un consiglio, se non volete congelarla e optate per il normale raffreddamento in frigorifero, aumentate un poco la quantità di gelatina, direi di portarla a 12 grammi,  altrimenti, ma dipende dal tipo di stampo usato,  non si riuscirà a sformarla, oppure usate le dosi  indicate e  servitela nel bicchiere  decorandola come preferite.